Cari Colleghi,
E’ tempo di iniziare a pensare al Futuro della nostra Professione.
Se ancora qualcuno fra di noi non ha compreso che gli sforzi che il settore medico giovanile tutto, ha prodotto e sta producendo per sé stesso e per i propri colleghi, dai neo-iscritti, agli specializzandi, ai borsisti di ricerca ai Co.Co.Pro o Co.Co.Co. (ancora validi nelle IRCCS) potrebbe esitare nel futuro prossimo con un buco nell’acqua, è tempo di iniziare a programmare una costruttiva analisi di quello che attende il Futuro della Professione Medica, che, a scapito di equivoci è solo e soltanto il Futuro dei Giovani Medici di oggi.
Se la nostra Professione rischia di arrivare sull’orlo del baratro, di certo forse noi Giovani Medici siamo fra i meno colpevoli (non foss’altro per i pochi anni che ci vedono impegnati), ma per il lungo percorso professionale che ci attende nelle nostre singole discipline, forse saremo proprio quelli che per più anni dovranno subire e guardare da protagonisti la fine di una delle categorie cardine del nostro tessuto sociale, trascorrendo gli anni a pagare le pensioni di altri, ben sapendo che noi stessi probabilmente non la riceveremo.
Di chi è stata la colpa di quello che sta accadendo oggi alla Nostra Professione?: orbene, esiste una colpa ? Delle due l'una. O entrambe.
Il vilipendio al quale ormai la Medicina è stata sottoposta, non nasce certo in pochi giorni ma si sta consumando per molteplici motivazioni che dal nostro punto di vista intendiamo brevemente riassumere: In primis, il cambiamento della nostra società e l’emancipazione delle classi sociali ha reso sempre di più il cittadino voglioso di conoscere i propri diritti, tutto quello che può riguardare la propria salute, vista non più come “grazia di Dio” ma come diritto insopprimibile e inoppugnatamente perseguibile. In secundis, probabilmente le problematiche socio-politiche studiate per l’organizzazione sanitaria integrata all’interno del vivere civile non è riuscita ad organizzare una risposta adeguata per i crescenti fabbisogni.
Riteniamo, a scanso di equivoci su imprining politici che possono essere dati alla vicenda, che tutto quello che sta accadendo alla nostra Professione non sia esclusivamente frutto di mal gestione politica essenzialmente “di destra” od essenzialmente “di sinistra”, od ancora dell' "disinteressato interesse" delle sigle sindacali – è noto che tutto è iniziato, si è protratto - e se non accadrà nulla di concreto, probabilisticamente si protrarrà - da troppe legislature e da molteplici mutamenti del costume sociale; crediamo piuttosto che la Malattia quasi irreversibile che ha colpito la Professione Medica, sia appunto stata ingenerata da una visione ed una realizzazione della gestione intrinseca delle problematiche sanitarie nazionali scarsamente partecipata dai diretti interessati, gli unici a comprendere realmente i fabbisogni e i meccanismi intrinseci di questa gestione.
Tutto ciò ha probabilmente irrigidito prima, ed allontanato poi, il Medico dal Paziente, creando quel distacco che è foriero da sempre di incomprensione e soprattutto, perdita di fiducia da ambo le parti. Perdere la fiducia significa per il Medico, non fidarsi più del proprio paziente, ma vederlo come possibile arma pronta a far fuoco al primo “presunto” errore o alla prima presunta “malpratice”; per il cittadino – paziente, perdere la fiducia nella figura che dovrebbe più di tutti erigersi a tutela della sua Salute – Bene primario della vita di ognuno di noi - ha costituito le basi per la ricerca di alternatività e “libero arbitrio” nelle proprie scelte e nei propri percorsi diagnostico-terapeutici.
Tale libertà, invece di dare una scossa alla categoria Professionale medica ha esitato con un ulteriore allontanamento delle parti: distacco all’interno del quale hanno trovato spazio le più variopinte (in termini eufemistici) “alternative salutistiche” perpetrate il più delle volte da terzi, che pur non potendo essere definiti né in termini Legali nè Etici, figure Professionali, stanno sempre più assorbendo buona parte di quella fiducia che un tempo era a credito esclusivo del Medico, fino ai paradossi che vedranno fra breve negli Ospedali, Medici comandati da superiori Infermieri che potranno adire ai più alti livelli dirigenziali.."something changing.."
Riteniamo, ancora adesso che solo una Categoria unita, quella Medica tutta, giovani medici in primis, potrà rilanciare ancora adesso al di là di scelte campanilistiche e partito-politiche un’idea di rinnovamento atta ad attirare nuovamente l’attenzione ed il rispetto che la nostra Professione Medica merita e nel contempo, stimolare noi tutti ad uno spirito nuovo nella programmazione e nella determinazione stessa del Nostro futuro.
L’appuntamento del 18 Ottobre assieme al nostro Presidente Dott. Mario FALCONI, quindi, non sarà un punto di arrivo, ma una linea di partenza: per procedere, a questo rinnovamento e per ciò che compete la parte più verde dei nostri Camici, Noi Giovani Medici, innescare da quella data una serie di processi che dovranno stavolta trovare non solo parole al vento (ne abbiamo avute fin troppe) ma fatti concreti.
Dott. Luigi LAINO