Ad affermarlo è il Presidente dell’Ordine Provinciale di Roma dei medici-chirurghi e degli odontoiatri, in piena sintonia con la Consulta delle Società scientifiche operante presso l’Ordine.
Se anche il ministro del Welfare, come se non bastassero le fiction televisive, si lascia andare ad esternazioni di pessimo gusto rispetto alla qualità dell’assistenza di tutti gli operatori di un importante ospedale romano quale il San Giacomo, siamo veramente alla frutta.
Perché invece di mettere in campo soluzioni adeguate e pur necessarie per migliorare e rilanciare la qualità dell’assistenza sanitaria, si continua a “sparare nel mucchio”?
I medici, che pur hanno contribuito a portare il nostro Paese a livelli importanti nella tutela della salute dei cittadini, da anni si battono, inascoltati, per mettere in campo terapie adeguate tra le quali, indispensabili:
1 una gestione della sanità libera dalla morsa dei partiti politici;
2 esercizio della professione e carriere basate esclusivamente sul merito;
3 sanzioni dure per i disonesti ed i profittatori e gratificazioni per i medici che operano, nonostante tutto, con vera professionalità;
4 turni ed ambienti di lavoro che non mettano a rischio gli utenti e gli operatori del Servizio Sanitario Nazionale;
5 più equilibrio da parte dei mezzi di comunicazione con notizie non improntate al sensazionalismo (che crea false speranze) ed allo scandalismo (che mina la fiducia dei cittadini)
Speriamo di sbagliare, ma riteniamo che l’aggressione anche mediatica porti l’intero sistema sanitario al fallimento per consegnarlo al capitale privato.
D’altra parte, se non ci si preoccupa del fatto che ogni anno nel nostro Paese si “buttano al vento” circa 15 miliardi di euro a causa del profondo disagio in cui sono costretti ad operare i medici (medicina difensiva) significa che è saltato, a tutti i livelli, il valore della responsabilità.
I medici vorrebbero continuare ad operare in un Paese nel quale ci sia una indispensabile corretta informazione consci di dover esclusivamente rispondere del proprio operato.
Siamo amaramente convinti che, se si continua a “sparare nel mucchio”, la Sanità pubblica del nostro Paese non potrà avere un futuro.